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Sito Consigliato - Il fascino di abitare nel centro di Roma.

I dintorni: il fascino della Tuscia

La Tuscia , più precisamente la provincia di Viterbo,è una terra che apre i suoi orizzonti dai monti Cimini per chiuderli sulle rive del Tirreno, che guarda i profili dell' Umbria fino a confondersi con le prime colline della Toscana. Essa vive ancora nel ricordo di una storia nobile, vissuta da protagonista: dai lucumoni etruschi alla devastante rivalità con la nascente potenza di Roma, ai conflitti cittadini guelfo - ghibellini nel periodo di massimo splendore quando Viterbo, sede papale, era il centro del mondo.
Oggi lo scenario è profondamente diverso: lontano dai ritmi vertiginosi della modernità, dalle grandi vie di comunicazione, dalla industrializzazione e dal turismo di massa, la Tuscia ha sapientemente difeso l'amenità del suo territorio, la purezza delle sue bellezze artistiche e la genuinità dei suoi prodotti .
Partiamo da Viterbo a cui il destino ha concesso un breve ma intenso periodo di prosperità , poi il centro si spostò altrove relegandola a periferia .Non sempre questa è una sfortuna: il paese che si chiude, magari perde slancio, ma si conserva intatto.

Viterbo - Palazzo dei Papi
Bomarzo - Parco dei mostri

Questo è quanto è successo al centro storico di Viterbo dove ogni cosa ci porta ad un preciso momento storico: il Medioevo . C' è l'eleganza austera e raffinata del Palazzo dei Papi, con la sua leggera loggia traforata. Sembra più ricamata che scolpita, quasi un merletto di pietra. Un edificio unico nel suo genere: un po' castello, un po' fortezza, un po' palazzo urbano. Fu costruito tra il 1255 ed il 1266 per iniziativa del capitano del popolo Raniero dei Gatti per offrire al papato, che trovava Roma infida ed insicura, una degna dimora. In questa splendido palazzo i cardinali, riottosi e indecisi, furono chiusi " cum clave " ( d'onde il termine conclave ) per lunghi mesi e solo quando il capitano del popolo scoperchiò il tetto, si accordarono sul nome: fu eletto papa Gregorio X !!
Viterbo medievale non è tutta qui : c'è l'intersecarsi delle stradine del quartiere San Pellegrino, c'è lo zampillio delle acque delle sue cento fontane, c'è la spiritualità delle sue innumerevoli chiese e la leggiadria dei suoi palazzi nobiliari. Tutto costruito in grigio peperino, una pietra locale porosa, che assorbe luminosità o la respinge, creando un gioco di luci e ombre degno della migliore quinta di un teatro..
Intorno a Viterbo la civiltà degli Etruschi continua ad affascinare, raccontare le sue storie, rapire la fantasia. Qui sono conservate alcune delle necropoli rupestri più belle al mondo : Blera, Castel d'Asso, Norchia, scolpite nel tufo e protette da una natura selvaggia, hanno il potere di suscitare intense suggestioni ed emozioni. E se gli Etruschi sono conservati per sempre nel paesaggio naturale che circonda Viterbo, la cittadina stessa ha dedicato ai suoi illustri antenati un intero museo, all'interno della Rocca Albornoz nel quale si ripercorrono luoghi come Acquarossa, Musarna, Ferento e Tarquinia..


Camminando lungo l'asse del Medioevo, trasportati da una natura misteriosa ed antica, giungiamo a Civita di Bagnoreggio. Qui siamo ai vertici del triangolo mistico: San Bonaventura da Bagnoreggio, Jacopone da Todi e San Francesco d' Assisi. Bagnoreggio, " la città che muore ", si staglia tra i calanchi della collina tufacea con il suo campanile romanico ed i suoi palazzi rinascimentali . Sembrano naufraghi che si aggrappano all'ultimo pennone della nave, una bellezza tutta in movimento !!

Tuscania - Necropoli etrusca

Il tempo nella Tuscia passa lento ma inesorabile, la storia parla di terre opulente alla periferia del potente Stato della Chiesa, ne respira gli umori e la cultura. Ad un certo punto, siamo nel XVI secolo, una famiglia si afferma, i Farnese ,che dà un Papa , Paolo III, tra i più autorevoli dell'età moderna, cui si deve la rinascita della Chiesa con il Concilio di Trento.
Questo illustre casato, che da queste terre partì intorno al XII - XIII secolo per la scalata al potere, man mano che accresce la sua influenza, costella la Tuscia di rocche, palazzi, castelli e fontane. Il percorso farnesiano, che si sviluppa su un vasto territorio, è tra le esperienze più entusiasmanti sia per l'amenità dei luoghi, sia per la varietà degli stili architettonici.

Tarquinia - Museo etrusco
Caprarola - Palazzo Farnese

Un luogo su tutti: Caprarola. Qui i Farnese chiamano un grande archittetto, Jacopo Barozzi detto Il Vignola, e gli chiedono di trasformare una rocca eretta un secolo prima da Antonio da Sangallo il giovane, in un palazzo residenziale.
Il risultato è stupefacente: una costruzione pentagonale, leggiadra ed aerea. Questa costruzione con le sale affrescate, i giardini e fontane, farà da esempio per tante ville viterbesi. Basti citare la Villa Lante di Bagnaia le cui fontane e giardini furono concepiti per infondere la gioia di vivere.
Gioia di vivere che certamente si ritrova nei laghi di cui la Tuscia è ricca, nel cibo che ha il gusto dei bei tempi andati , nei vini che fecero gridare ad un chierico al seguito di un Cardinale giunto a Montefiascone : Est ! Est !Est! per decretarne la bontà.
Viaggiando lungo la Tuscia percorrerete la Via Cassia e la Via Francigena. Tutte strade che portavano a Roma.

Pensate a quanti pellegrini, artisti, sovrani sono passati per queste strade e vi torneranno in mente Federico Barbarossa, Michelangelo, Petrarca, che recandosi a Roma per essere incoronato poeta in Campidoglio, fu ospite degli Anguillara, Signori di Capranica.

Roma - Fori imperiali

Se ne ha traccia in una lettera scritta dal poeta alla sua famiglia. Nella campagna di questa ridente cittadina c'è un antico casale contadino , oggi ristrutturato ed in grado di dare ospitalità a chi vuole esplorare questa zona.